“Manovra correttiva” D.L. n. 50/2017

mag 9, 2017   //   by admin   //   Blog, Fiscodomani  //  No Comments

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 24 aprile scorso è entrato in vigore il decreto legge in oggetto, contenente “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Tra le novità fiscali si segnalano:

-        l’estensione dall’1.7.2017 dello split payment ai lavoratori autonomi;

-        la riduzione del termine per l’esercizio della detrazione dell’IVA a credito;

-        la riduzione a € 5.000 del limite di utilizzo del credito tributario che richiede il visto di conformità;

-        l’applicazione della cedolare secca del 21% alle locazioni brevi;

-        l’introduzione di una nuova modalità di determinazione della base ACE dal 2017;

-        la definizione agevolata delle liti pendenti al 31.12.2016;

-        l’istituzione della Zona franca urbana “Sisma Centro Italia”;

-        l’eliminazione dall’agevolazione “Patent box” dei redditi derivanti dall’utilizzo di marchi d’impresa;

-        l’introduzione del regime fiscale applicabile alle riserve IRI in caso di uscita dal regime.

In attesa che l’iter parlamentare della conversione in legge porti alla stesura definitiva del provvedimento, si evidenziano le novità fiscali di immediata applicazione.

VISTO DI CONFORMITÀ COMPENSAZIONE DEI CREDITI TRIBUTARI – Art. 3

Il limite di utilizzo in compensazione dei crediti tributari (IVA, IRES / IRPEF, IRAP, ecc.) per cui è necessario il visto di conformità è ridotto da € 15.000 a € 5.000. In caso di utilizzo del credito in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità o con visto di conformità apposto da soggetti non abilitati, l’Ufficio provvede al recupero del credito utilizzato, maggiorato degli interessi, nonché all’irrogazione della relativa sanzione.

L’obbligo di vistare la dichiarazione sussiste solo nel caso in cui si intenda compensare orizzontalmente il credito sopra quota 5.000 euro; in caso contrario – ossia se il credito viene riportato alla dichiarazione successiva – non si pone alcun obbligo.

Per i titolari di partita IVA, la compensazione può avvenire solo tramite i servizi telematici forniti dall’Agenzia delle Entrate o attraverso intermediari abilitati, indipendentemente dal relativo importo.

Resta invariata la presentazione dei modelli F24 a zero, sia per i titolari di partita IVA sia per i soggetti privati, esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato. Per i modelli F24 con saldo positivo, ma che contengono crediti utilizzati in compensazione, i titolari di partita IVA debbono utilizzare esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate mentre i privati possono ancora avvalersi dei servizi bancari o di Poste italiane.

RIDETERMINAZIONE BASE ACE – Art. 7

A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2016, e, quindi, dal 2017 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, la variazione in aumento del capitale proprio è calcolata con riferimento all’incremento intervenuto alla chiusura del quinto esercizio precedente anziché a quello in corso al 31/12/2010.

Analogamente, per i soggetti IRPEF l’agevolazione ACE:

-        per il 2016 rileva come incremento di capitale proprio la differenza tra il patrimonio netto al 31/12/2015 e quello al 31/12/2010;

-        dal 2017 al 2019 rileva come incremento di capitale proprio la differenza fra il patrimonio netto al 31/12/2015 e quello al 31/12 del quinto periodo d’imposta precedente a quello per il quale va determinata l’ACE.

Come già anticipato, sul piano della decorrenza le nuove norme riguardano i periodi d’imposta successivi al 31/12/2016. Restano, quindi, ferme le regole di calcolo previste per l’anno solare 2016 per le società di capitali e imprese individuali/società di persone. Tuttavia, sono previsti appositi obblighi di ricalcolo dell’acconto 2017, rideterminando l’imposta storica del 2016 in modo da applicare le nuove disposizioni.

In particolare, per l’acconto IRES 2017 occorrerà “ricalcolare” l’imposta 2016 tenendo conto dei soli incrementi del quinquennio 2012-2016, quale base di calcolo con il metodo storico; resta ferma la possibilità di ricorre, eventualmente, al metodo previsionale.

Nessun obbligo di ricalcolo dell’acconto 2017, invece, è previsto per i soggetti Irpef.

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