Il punto della settimana – Lo split payment dal 1° gennaio 2018

gen 29, 2018   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 27/E del 7 novembre 2017, ha offerto alcuni chiarimenti in merito alle nuove regole da seguire per la corretta applicazione dello split payment.

Ambito soggettivo di applicazione dello split payment

Le disposizioni che riguardano lo split payment si applicano alle PA destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria. L’Agenzia precisa che occorre fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), senza considerare i soggetti classificati nella categoria “Gestori di pubblici servizi”, che, pur essendo inclusi nell’elenco, non sono destinatari dell’obbligo di fatturazione elettronica.

L’art. 3 del decreto ha riscritto il comma 1-bis dell’articolo 17-ter del decreto IVA stabilendo che lo split payment trova applicazione, oltre che nei confronti delle PA, anche per:

  • Gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alle persone;
  • Le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche soggette allo split payment per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  • Le società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri attraverso voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;
  • Le società controllate direttamente o indirettamente da Amministrazioni pubbliche, enti pubblici e società possessori della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
  • Le società partecipate, per una percentuale non inferiore al 70%, da Amministrazioni pubbliche o da enti o società di cui ai punti precedenti;
  • Le società quotate, inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana o con altro eventuale indice per il mercato azionario stabilito dal decreto MEF, identificate ai fini IVA nel territorio italiano, si ritiene anche tramite un rappresentante fiscale.

Le nuove regole, previste dal D.L. 148/2017, saranno applicabili dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2018 e, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 45 giorni dal 16 ottobre 2017 (entrata in vigore del decreto), saranno stabilite le nuove modalità di attuazione.

Nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, il MEF ha provveduto, in data 19 dicembre 2017, alla pubblicazione degli elenchi, validi per l’anno 2018, dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti di cui al nuovo articolo 17-ter comma 1-bis.

Ambito oggettivo di applicazione dello split payment

Per i lavoratori autonomi, il meccanismo dello split payment è applicabile alle operazioni fatturate a partire dal 1° luglio 2017, con esplicita indicazione “dell’imposta addebitata all’ente pubblico”. A tali operazioni non risulta applicabile il regime della liquidazione “IVA per cassa”, ritenendo che “l’applicazione della scissione dei pagamenti costituisca la regola prioritaria”.

Sono escluse, ad esempio:

  • Le operazioni per le quali il cedente/prestatore applica un regime speciale IVA che non prevede l’evidenza dell’imposta in fattura. Rientrano in questa categoria anche le operazioni rese dai fornitori che applicano regimi speciali che prevedono l’addebito dell’imposta in fattura e sono caratterizzati da un meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante;
  • Le operazioni per acquisti di beni e/o servizi soggetti a reverse charge, in cui l’acquirente assume la qualifica di debitore di imposta;
  • Le operazioni certificate da scontrino/ricevuta fiscale, scontrino “non fiscale” per i soggetti che adottano la trasmissione telematica dei corrispettivi oppure fattura semplificata nonché le operazioni esonerate dall’obbligo di certificazione fiscale, i cui incassi sono annotati nel registro dei corrispettivi. L’Agenzia precisa che l’operazione va ricondotta nello split payment quando la fattura è emessa, su richiesta del cliente, in luogo dello scontrino/ricevuta fiscale;
  • Le operazioni nei confronti di soggetti che si avvalgono della disciplina riguardante gli acquisti senza pagamento dell’IVA, a fronte di dichiarazione d’intento.

Adempimenti in capo ai fornitori

Nella fattura emessa con evidenza dell’IVA, il fornitore è obbligato a riportare l’annotazione “scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72” oppure “split payment di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72”. Dato che il fornitore rimane comunque debitore dell’imposta evidenziata in fattura, egli è obbligato ad annotare le fatture nel registro delle fatture emesse/corrispettivi.

Regolarizzazione e note di variazione

Il meccanismo della scissione dei pagamenti è applicabile anche alle note di variazione in aumento, che devono essere numerate, riportare l’importo della variazione e della relativa IVA e contenere l’esplicito riferimento alla fattura originaria.

Le regole ordinarie si applicano, invece, alle note di variazione in diminuzione emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment.

Rimborso credito IVA

I fornitori della PA possono, in sede di verifica della richiesta di rimborso del credito IVA annuale/trimestrale, computare nel calcolo dell’aliquota media, tra le operazioni “ad aliquota zero”, le operazioni effettuate nei confronti della PA.

Regime sanzionatorio

La mancata indicazione della dicitura “scissione dei pagamenti” o “split payment” sulla fattura comporta l’applicazione della sanzione ex art. 9, comma 1, D. Lgs. N. 471/97 (da € 1.000 a € 8.000). Quest’ultima viene meno qualora il fornitore si sia attenuto alle indicazioni fornite dalla PA relative agli acquisti promiscui di prestazioni soggette a reverse charge.

Sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente all’emanazione della Circolare n. 27/E in esame (7 novembre 2017), posto che l’imposta sia stata assolta anche se in modo irregolare.

Nel caso in cui dal 1° luglio 2017 siano state emesse fatture nei confronti di soggetti inclusi negli elenchi con IVA erroneamente addebitata con il regime ordinario non è necessario effettuare alcuna variazione, essendo l’imposta assolta con le modalità ordinarie. Non è altresì sanzionabile l’emissione di fatture, entro la data di pubblicazione degli elenchi definitivi, erroneamente in regime di split payment nei confronti dei soggetti non inclusi negli stessi. In questi casi, la PA/Società può ottemperare agli adempimenti previsti dal DM per la liquidazione del tributo, dandone evidenza al fornitore, anche cumulativamente.

Nel caso in cui dal 7 novembre 2017 siano state emesse fatture con erronea applicazione dell’IVA ordinaria/erronea indicazione dello split payment, il fornitore dovrà regolarizzare tale comportamento con l’emissione di una nota di variazione e l’emissione corretta di un nuovo documento contabile.

Alternativamente, l’Agenzia riconosce la possibilità di emettere un’unica nota di variazione che, facendo riferimento puntuale a tutte le fatture erroneamente emesse, le integri al fine di segnalare alla PA/Società acquirente il corretto trattamento da riservare all’imposta ivi indicata.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.

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