CONSULENTIA | Iscrizione all’AIRE e doppia residenza

nov 23, 2018   //   by admin   //   Consulentia  //  No Comments

Rispondiamo oggi a qualche domanda sull’iscrizione all’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero e sulla doppia residenza.

Da qualche mese mi sono trasferito in Francia per motivi lavorativi e questo mi ha portato a spostare qui anche la mia residenza. Sono un ingegnere chimico e lavoro per un’organizzazione internazionale. Al momento dell’assunzione mi è stato chiesto di aprire un conto corrente in una banca francese per il pagamento delle retribuzioni.
Ad oggi, quindi, sono in possesso sia della residenza italiana sia della residenza francese. È possibile?
Cosa succede se non mi iscrivo entro i 12 mesi all’Anagrafe Italiana dei Residenti all’Estero (AIRE)?
Anche se in questo momento sono residente all’estero devo dichiarare i miei redditi in Italia?
Posso continuare a guidare in Francia la mia auto con targa italiana? Sono coperto ai fini assicurativi?
Ho letto che in teoria non potrei farlo per più di un anno, ma la mia assicurazione mi ha confermato che “dovrei” essere coperto, se dovessi avere un incidente con mio torto qui o in altro paese UE cosa rischio? L’assicurazione italiana pagherà i danni anche se ho superato i limiti di 12 mesi?
Pur risiedendo oggettivamente in Francia, fino a quando non sarà eseguita l’iscrizione all’AIRE sarai a tutti gli effetti anche residente in Italia, con i correlati diritti e doveri. L’iscrizione all’AIRE comporta la cancellazione definitiva dall’anagrafe italiana dei soggetti residenti, con la conseguenza che saranno soggetti ad imposizione in Italia solo i redditi ivi prodotti. Fintanto che non provvederai a tale iscrizione continuerai a essere soggetto ad una doppia tassazione: verserai dunque le imposte nel paese in cui produci a tutti gli effetti il reddito ma tale reddito sarà nuovamente soggetto a tassazione nella dichiarazione dei redditi prevista dalla legge italiana, con facoltà di rilevare il credito per le imposte corrisposte all’estero a titolo definitivo.
Aggiungiamo inoltre che, così come disciplinato dalla “Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite”, approvata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 febbraio 1946 e resa esecutiva in Italia con legge 1318 del 20 dicembre 1957, i funzionari delle organizzazioni internazionali godono di privilegi e immunità, e tra questi l’esenzione da ogni imposizione sui trattamenti ed emolumenti, corrisposti dalla stessa organizzazione. Questo però non vuol dire che il tuo reddito non subisce tassazione, bensì che, qualora siano dovute imposte, è l’organizzazione stessa a provvedervi.
L’iscrizione all’AIRE andrà dunque valutata per i suoi riflessi di natura fiscale.
Per quanto riguarda gli altri quesiti, è possibile circolare in Francia con un veicolo italiano anche se – in generale – si dovrebbe assicurare il veicolo nel paese in cui si circola prevalentemente. Si può mantenere la targa italiana, variando la residenza nel libretto di circolazione – inserendo la stessa residenza comunicata all’AIRE con un recapito italiano e informandone la compagnia assicurativa – oppure rottamare per esportazione la targa e re-immatricolare il veicolo, trasformandolo a tutti gli effetti in un veicolo francese ed assicurandolo con una compagnia assicurativa francese.
In caso di incidente e, quindi, di danni a cose o persone, la polizza assicurativa italiana risulterà valida per il risarcimento dei danni materiali o lesioni a persone diverse dal conducente. Al contrario, non sarai coperto per altri risarcimenti, per esempio la riparazione del tuo veicolo.
In ogni caso, è opportuno contattare l’assicuratore e analizzare compiutamente le clausole del contratto di assicurazione.

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