Omaggi natalizi ai clienti: il trattamento fiscale

dic 13, 2018   //   by admin   //   Pillole  //  No Comments

Omaggi natalizi ai clienti: il trattamento fiscale

In occasione delle festività natalizie, è consuetudine per le imprese ed i professionisti offrire omaggi ai propri clienti. A questo proposito, distinguiamo gli omaggi di beni non oggetto dell’attività propria dell’impresa da quelli che sono invece oggetto dell’attività dell’impresa.

Omaggi di beni non oggetto dell’attività propria dell’impresa

In base alla Circolare Ministeriale n. 188/E/1998, gli acquisti di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente, la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa, costituiscono “spese di rappresentanza”, indipendentemente dal costo unitario dei beni stessi.

Si precisa che l’omaggio natalizio di un bene non oggetto dell’attività dell’impresa costituisce spesa di rappresentanza se dato ai clienti; se dato ai dipendenti, è qualificabile come spesa per prestazione di lavoro per mancanza del principio di inerenza, necessario per considerare un costo tra le spese di rappresentanza.

Ai fini IRPEF/IRES, dato che i costi sostenuti per l’acquisto di beni destinati ad omaggio ai clienti sono ricompresi fra le spese di rappresentanza (art. 108, comma 2, TUIR), dal 1° gennaio 2016 sono deducibili secondo i limiti sintetizzati nella tabella sottostante:

IMPOSTE DIRETTE (IRPEF/IRES)
Impresa Ricavi / Proventi gestione caratteristica Importo massimo deducibile
dal 2016

Limite di spesa deducibile
Fino a € 10 milioni 1,5% € 150.000
Per la parte eccedente € 10 milioni e fino a € 50 milioni 0,6% € 150.000 + € 240.000
Per la parte eccedente € 50 milioni 0,4% € 390.000 + 0,4% dell’eccedenza
100% se di valore unitario non superiore a € 50[1]
Lavoratore Autonomo Nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, a prescindere dal valore unitario

Per quanto riguarda, invece, la detraibilità IVA dei beni che costituiscono spese di rappresentanza, essa è ammessa se il bene è di costo unitario non superiore a € 50,00.

In considerazione del fatto che gli omaggi natalizi ai clienti, oltre a poter essere qualificati spese di rappresentanza, costituiscono una cessione gratuita, per inquadrare il corretto trattamento IVA, è necessario considerare anche quanto disposto dall’art. 2, comma 2, n. 4 del D.P.R. n. 633/72, in base al quale non costituisce cessione di beni la cessione gratuita di beni non oggetto dell’attività, di costo unitario non superiore a € 50,00, e la cessione di beni per i quali non è stata operata, all’atto dell’acquisto, la detrazione dell’IVA.

Dalla lettura combinata dei due articoli di legge deriva che:

1) per i beni di costo unitario maggiore di € 50,00, l’IVA assolta sull’acquisto è indetraibile, mentre la successiva cessione gratuita è irrilevante ai fini IVA;

2) per i beni di costo unitario minore di € 50,00, l’IVA assolta sull’acquisto è detraibile, mentre la successiva cessione gratuita è irrilevante ai fini IVA.

Omaggi di beni oggetto dell’attività propria dell’impresa

Anche gli acquisti di beni che sono oggetto dell’attività propria dell’impresa e che sono destinati ad essere ceduti gratuitamente ai clienti rientrano tra le spese di rappresentanza di cui all’art. 108, comma 2, TUIR in base ai criteri contenuti nel Decreto Ministeriale del 19/11/2008.

Ai fini reddituali, si applicano, pertanto, le stesse regole esposte per gli omaggi di beni destinati ai clienti non oggetto dell’attività propria dell’impresa.

La cessione gratuita di un bene oggetto dell’attività d’impresa è imponibile IVA indipendentemente dal costo unitario dei beni, a meno che l’imposta relativa all’acquisto non sia stata detratta.

Tuttavia, la rivalsa non è obbligatoria, in quanto l’art. 18, comma 4 del D.P.R. n. 633/72 stabilisce un’eccezione alla regola dell’obbligatorietà della rivalsa per i casi di cessioni gratuite dei beni.
Ciò significa che l’impresa potrà evitare di chiedere il pagamento dell’IVA al destinatario dell’omaggio, facendosene carico direttamente attraverso una delle seguenti modalità:

1)      emissione di autofattura da annotare sul registro IVA delle vendite, che può essere riferita al singolo omaggio oppure essere riepilogativa degli omaggi effettuati nel mese di riferimento;

2)      annotazione nell’apposito registro degli omaggi (da compilare con riferimento alle cessioni gratuite effettuate in ciascun giorno).


[1] Nel caso di omaggio composto da più beni (ad esempio una cesta natalizia) il valore di € 50,00 deve essere riferito al valore complessivo dell’omaggio.

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