CONSULENTIA | IMU e TASI, il saldo entro il 17 dicembre 2018

dic 7, 2018   //   by admin   //   Consulentia  //  No Comments

Oggi per i nostri lettori, qualche chiarimento sulla scadenza del saldo per IMU e TASI.

A giugno è stato versato l’acconto, e ora, entro il 17 dicembre 2018 (perché il 16 quest’anno cade di domenica), i possessori di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa, sono chiamati a saldare l’IMU e la TASI per l’anno 2018.

Presupposto fondamentale per l’applicazione dell’imposta è il possesso dell’immobile, in qualità di proprietari o titolari di altro diritto reale. La Legge di Stabilità del 2014 ha stabilito che l’imposta non è dovuta per l’abitazione principale e per le pertinenze relative alla stessa. Fanno eccezione le abitazioni principali categorizzate come abitazioni di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), per le quali si applica l’aliquota ridotta e la detrazione di € 200,00.

Inoltre, tra le tipologie di soggetti o immobili esenti dall’applicazione dell’imposta ricordiamo:

  • gli alloggi sociali assegnati dagli Istituti Autonomi per le case popolari e le unità immobiliari appartenenti a cooperative edilizie;
  • l’abitazione coniugale assegnata al coniuge superstite oppure a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • l’immobile abitativo posseduto dal personale in servizio permanente e alle Forze Armate e alle Forze di Polizia.

È opportuno sottolineare che è comunque rimessa al Comune la facoltà di introdurre ulteriori equiparazioni all’abitazione principale.

Nonostante l’IMU e la TASI siano imposte obbligatorie, sussistono alcune agevolazioni che permettono di applicare l’aliquota ridotta o addirittura di annullarla. Quelle più rilevanti sono:

  • Riduzione dell’aliquota del 50% per gli immobili concessi in uso gratuito a parenti – in linea diretta, entro il 1° grado (ad esempio, l’abitazione che un genitore concede al proprio figlio), ancorchè l’agevolazione sia sottoposta ad altre condizioni;
  • Riduzione dell’aliquota del 25% per i possessori che stipulano, registrano e comunicano all’Agenzia delle Entrate un contratto a canone concordato ai sensi della Legge n. 431 del 9 dicembre 1998;
  • Riduzione dell’aliquota del 50% per i possessori di fabbricati inagibili o inabitabili. È necessario che tale condizione sia preventivamente accertata dall’Ente di competenza, a fronte di una perizia verificata dall’Ufficio tecnico del Comune, da cui si evinca che l’inagibilità o comunque l’impossibilità all’uso del fabbricato non è rimediabile con interventi di manutenzione ordinaria.

Per il calcolo dell’imposta, è necessario determinare la base imponibile, che si ottiene applicando alla rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5% i coefficienti moltiplicatori sotto indicati:

  • 160 per le abitazioni di tipo signorile, civile, economico, popolari, ultra-popolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categorie catastali da A/1 a A/11 – esclusa A/10);
  • 80 per uffici o studi privati (categoria catastale A/10);
  • 140 per collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli (categorie catastali da B/1 a B/8);
  • 55 per negozi e botteghe (categoria catastale C/1).

Alla base imponibile così determinata, si applicano poi le aliquote di riferimento. Per individuare l’aliquota corretta occorre visionare il regolamento comunale specifico pubblicato in un’apposita sezione del MEF entro il 28 ottobre 2018. Nel caso in cui le delibere comunali non fossero pubblicate si utilizzeranno le aliquote/detrazioni dell’anno precedente.

Il versamento può essere effettuato con modello di pagamento F24 o con bollettino di conto corrente postale.

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