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Pillole di Consulentia n°1 – I nuovi termini di registrazione delle fatture ai fini IVA

nov 14, 2018   //   by admin   //   Blog, News, Pillole di Consulentia  //  No Comments

Gli articoli da 10 a 15 del Decreto n. 119 del 23/10/2018 – il cui iter di conversione in legge è iniziato e dal quale potrebbero scaturire ulteriori modifiche – prevedono delle misure di “semplificazione” in relazione ai termini di emissione e registrazione delle fatture elettroniche.

È opportuno precisare che l’introduzione della fattura elettronica non modifica le regole dettate dall’articolo 6 del D.P.R. 633/1972 per la determinazione del momento di effettuazione dell’operazione.

Si ricorda, infatti, che in linea generale:
-          le cessioni di beni mobili si considerano effettuate alla data di consegna o spedizione dei beni;
-          le cessioni di beni immobili si considerano effettuate alla data di stipula dell’atto notarile;
-          le prestazioni di servizi si considerano effettuate alla data del pagamento del corrispettivo.

Tuttavia, laddove prima della consegna/spedizione o prima dell’atto sia incassato il corrispettivo, l’operazione si considera effettuata in misura pari all’importo percepito e quindi sorge l’obbligo di emettere la fattura, così come – se prima dell’effettuazione dell’operazione venga emessa fattura – l’operazione si considera effettuata in tale momento.

Pertanto, anche con l’avvento della fattura elettronica il documento in formato .xml dovrà essere emesso e trasmesso al Sistema di Interscambio nel momento in cui l’operazione si considera effettuata in base alle predette regole. Tale aspetto è stato confermato anche dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 13/E/2018 e le critiche non sono mancate poiché la necessità di inviare la fattura al Sistema di Interscambio entro le ore 24 del giorno di effettuazione dell’operazione richiede una tempestività che i contribuenti non sempre riescono a garantire.

Per questo motivo il D.L. 119/2018 ha stabilito che per il primo semestre 2019 (quindi per le operazioni effettuate fino al 30 giugno 2019) non si applicano le sanzioni per omessa fatturazione, a condizione che la fattura sia emessa (e quindi trasmessa al Sistema di Interscambio) entro il termine per la liquidazione dell’imposta del periodo (mensile o trimestrale) in cui è avvenuta l’effettuazione dell’operazione.

Ad esempio, considerando un contribuente mensile, per un’operazione effettuata entro il 31 gennaio 2019, la fattura elettronica deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio entro il 15 febbraio 2019, fermo restando che la relativa imposta deve confluire nella liquidazione del mese di gennaio.

Inoltre, le sanzioni sono ridotte al 20% se la fattura elettronica pur emessa tardivamente parteciperà alla liquidazione periodica del mese o trimestre successivo.

A partire dal 1° luglio 2019, l’articolo 11 del D.L. 119/2018 stabilisce che le fatture possono essere emesse entro 10 giorni rispetto al momento in cui l’operazione si considera effettuata. Nella fattura deve essere riportata la data di effettuazione dell’operazione (consegna o spedizione ovvero pagamento a seconda della fattispecie) se diversa da quella di emissione del documento. Nulla cambia per quanto riguarda l’emissione delle cosiddette fatture differite o riepilogative.

L’articolo 12 del D.L. 119/2018 interviene in relazione ai termini di registrazione delle fatture emesse, stabilendo che il contribuente deve annotare in apposito registro tutte le fatture emesse (quelle cd. immediate, quelle cd. differite/riepilogative, quelle emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti UE, quelle emesse per documentare le prestazioni di servizi rese a/ricevute da soggetti extra UE), nell’ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese.

Per quanto riguarda invece la registrazione degli acquisti, viene abrogata la numerazione progressiva delle fatture e delle bolle doganali relative e l’indicazione nel registro del numero progressivo ad essa attribuito (cd. protocollo), in quanto quest’ultimo sarà attribuito in automatico dal Sistema di Interscambio.

Si ricorda poi che, ai sensi del D.L. 50/2017, le fatture di acquisto e le bollette doganali devono essere registrate anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitata la detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

In conclusione, l’articolo 14 del D.L. 119/2018 ha stabilito che entro il giorno 16 di ciascun mese “può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente”.

Ne consegue che la detrazione dell’IVA può essere esercitata già nella liquidazione del mese di effettuazione dell’acquisto, a condizione che la relativa fattura sia ricevuta e registrata entro il 15 del mese successivo, se l’effettuazione dell’operazione e il ricevimento della fattura, nonché la sua registrazione, si verificano nello stesso anno.

Quindi, ad esempio, l’IVA relativa ad un acquisto effettuato nel mese di dicembre 2018, la cui fattura sia ricevuta e annotata entro il 15 gennaio 2019, va portata in detrazione, al più presto, nella liquidazione di gennaio 2019.

La novella opera anche per i contribuenti che liquidano l’imposta trimestralmente: ai fini della detrazione, rileva che la fattura di acquisto sia ricevuta e registrata entro il giorno 15 del mese in cui scade la liquidazione del trimestre.

Il punto della settimana – Lo split payment dal 1° gennaio 2018

gen 29, 2018   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 27/E del 7 novembre 2017, ha offerto alcuni chiarimenti in merito alle nuove regole da seguire per la corretta applicazione dello split payment.

Ambito soggettivo di applicazione dello split payment

Le disposizioni che riguardano lo split payment si applicano alle PA destinatarie delle norme in materia di fatturazione elettronica obbligatoria. L’Agenzia precisa che occorre fare riferimento all’elenco pubblicato sul sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), senza considerare i soggetti classificati nella categoria “Gestori di pubblici servizi”, che, pur essendo inclusi nell’elenco, non sono destinatari dell’obbligo di fatturazione elettronica.

L’art. 3 del decreto ha riscritto il comma 1-bis dell’articolo 17-ter del decreto IVA stabilendo che lo split payment trova applicazione, oltre che nei confronti delle PA, anche per:

  • Gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alle persone;
  • Le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche soggette allo split payment per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;
  • Le società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri attraverso voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;
  • Le società controllate direttamente o indirettamente da Amministrazioni pubbliche, enti pubblici e società possessori della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
  • Le società partecipate, per una percentuale non inferiore al 70%, da Amministrazioni pubbliche o da enti o società di cui ai punti precedenti;
  • Le società quotate, inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana o con altro eventuale indice per il mercato azionario stabilito dal decreto MEF, identificate ai fini IVA nel territorio italiano, si ritiene anche tramite un rappresentante fiscale.

Le nuove regole, previste dal D.L. 148/2017, saranno applicabili dalle fatture emesse dal 1° gennaio 2018 e, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 45 giorni dal 16 ottobre 2017 (entrata in vigore del decreto), saranno stabilite le nuove modalità di attuazione.

Nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, il MEF ha provveduto, in data 19 dicembre 2017, alla pubblicazione degli elenchi, validi per l’anno 2018, dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti di cui al nuovo articolo 17-ter comma 1-bis.

Ambito oggettivo di applicazione dello split payment

Per i lavoratori autonomi, il meccanismo dello split payment è applicabile alle operazioni fatturate a partire dal 1° luglio 2017, con esplicita indicazione “dell’imposta addebitata all’ente pubblico”. A tali operazioni non risulta applicabile il regime della liquidazione “IVA per cassa”, ritenendo che “l’applicazione della scissione dei pagamenti costituisca la regola prioritaria”.

Sono escluse, ad esempio:

  • Le operazioni per le quali il cedente/prestatore applica un regime speciale IVA che non prevede l’evidenza dell’imposta in fattura. Rientrano in questa categoria anche le operazioni rese dai fornitori che applicano regimi speciali che prevedono l’addebito dell’imposta in fattura e sono caratterizzati da un meccanismo forfetario di determinazione della detrazione spettante;
  • Le operazioni per acquisti di beni e/o servizi soggetti a reverse charge, in cui l’acquirente assume la qualifica di debitore di imposta;
  • Le operazioni certificate da scontrino/ricevuta fiscale, scontrino “non fiscale” per i soggetti che adottano la trasmissione telematica dei corrispettivi oppure fattura semplificata nonché le operazioni esonerate dall’obbligo di certificazione fiscale, i cui incassi sono annotati nel registro dei corrispettivi. L’Agenzia precisa che l’operazione va ricondotta nello split payment quando la fattura è emessa, su richiesta del cliente, in luogo dello scontrino/ricevuta fiscale;
  • Le operazioni nei confronti di soggetti che si avvalgono della disciplina riguardante gli acquisti senza pagamento dell’IVA, a fronte di dichiarazione d’intento.

Adempimenti in capo ai fornitori

Nella fattura emessa con evidenza dell’IVA, il fornitore è obbligato a riportare l’annotazione “scissione dei pagamenti di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72” oppure “split payment di cui all’art. 17-ter, DPR n. 633/72”. Dato che il fornitore rimane comunque debitore dell’imposta evidenziata in fattura, egli è obbligato ad annotare le fatture nel registro delle fatture emesse/corrispettivi.

Regolarizzazione e note di variazione

Il meccanismo della scissione dei pagamenti è applicabile anche alle note di variazione in aumento, che devono essere numerate, riportare l’importo della variazione e della relativa IVA e contenere l’esplicito riferimento alla fattura originaria.

Le regole ordinarie si applicano, invece, alle note di variazione in diminuzione emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment.

Rimborso credito IVA

I fornitori della PA possono, in sede di verifica della richiesta di rimborso del credito IVA annuale/trimestrale, computare nel calcolo dell’aliquota media, tra le operazioni “ad aliquota zero”, le operazioni effettuate nei confronti della PA.

Regime sanzionatorio

La mancata indicazione della dicitura “scissione dei pagamenti” o “split payment” sulla fattura comporta l’applicazione della sanzione ex art. 9, comma 1, D. Lgs. N. 471/97 (da € 1.000 a € 8.000). Quest’ultima viene meno qualora il fornitore si sia attenuto alle indicazioni fornite dalla PA relative agli acquisti promiscui di prestazioni soggette a reverse charge.

Sono fatti salvi i comportamenti adottati dai contribuenti anteriormente all’emanazione della Circolare n. 27/E in esame (7 novembre 2017), posto che l’imposta sia stata assolta anche se in modo irregolare.

Nel caso in cui dal 1° luglio 2017 siano state emesse fatture nei confronti di soggetti inclusi negli elenchi con IVA erroneamente addebitata con il regime ordinario non è necessario effettuare alcuna variazione, essendo l’imposta assolta con le modalità ordinarie. Non è altresì sanzionabile l’emissione di fatture, entro la data di pubblicazione degli elenchi definitivi, erroneamente in regime di split payment nei confronti dei soggetti non inclusi negli stessi. In questi casi, la PA/Società può ottemperare agli adempimenti previsti dal DM per la liquidazione del tributo, dandone evidenza al fornitore, anche cumulativamente.

Nel caso in cui dal 7 novembre 2017 siano state emesse fatture con erronea applicazione dell’IVA ordinaria/erronea indicazione dello split payment, il fornitore dovrà regolarizzare tale comportamento con l’emissione di una nota di variazione e l’emissione corretta di un nuovo documento contabile.

Alternativamente, l’Agenzia riconosce la possibilità di emettere un’unica nota di variazione che, facendo riferimento puntuale a tutte le fatture erroneamente emesse, le integri al fine di segnalare alla PA/Società acquirente il corretto trattamento da riservare all’imposta ivi indicata.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.

La Legge di Bilancio 2018 in sintesi – Argomenti di interesse per le imprese

gen 12, 2018   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Con la pubblicazione nel S.O. della Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017, è giunta al traguardo la manovra fiscale per il 2018 (c.d. Legge di Bilancio), identificata come legge 205/2017. Ove non diversamente stabilito, la legge entra in vigore dal 1° gennaio 2018.

Nella presente nota informativa sono individuati gli argomenti di interesse generale, dei quali viene fornita solo una trattazione sintetica, allo scopo di offrire uno spunto di riflessione circa l’opportunità di approfondire le singole tematiche in successiva sede. Si auspica che i signori Clienti vorranno dedicare alla lettura della nota informativa il poco tempo necessario: lo Studio resta a disposizione per ogni chiarimento e approfondimento.

Le novità fiscali sono contenute nell’articolo 1, composto di 1181 commi. Tra gli argomenti di diretto interesse per i contribuenti in regime di impresa, sia individuale sia costituita in forma societaria, si segnalano i seguenti: Comma      Contenuto in sintesi

1 – PROROGA “MAXI – AMMORTAMENTI”

L’incremento del costo di acquisizione del 30%, al solo fine di determinare le quote di ammortamento ed i canoni di leasing, è prorogato agli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017 (30 giugno 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 sia accettato il relativo ordine e siano pagati acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione).

Sono esclusi dall’agevolazione in esame i veicoli a deducibilità limitata di cui all’art. 164, comma 1, lett. b), TUIR e i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti ex lett. b-bis).

Per il calcolo dell’acconto IRPEF/IRES 2018 è necessario rideterminare il reddito 2017 senza considerare la maggiorazione del 40% dell’ammortamento/canoni di leasing.

2 – “IPER – AMMORTAMENTI”

A favore delle imprese che effettuano investimenti in beni nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica/digitale, ricompresi nell’allegato A della Legge di Bilancio 2017, entro il 31 dicembre 2018 (ovvero entro il 30 giugno 2019 a condizione che entro il 31 dicembre 2018 sia accettato il relativo ordine e siano pagati acconti in misura pari al 20% del costo di acquisizione), il costo di acquisizione è incrementato del 150%.

Per i soggetti in esame che effettuano nel suddetto periodo investimenti in beni immateriali strumentali di cui all’allegato B della Legge di Bilancio 2017, il costo di acquisizione è aumentato del 40%.

Il soggetto interessato deve produrre una dichiarazione del legale rappresentante ovvero, per i beni di costo superiore a € 500.000, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere/perito industriale/ente di certificazione accreditato, attestante che il bene:

  • possiede le caratteristiche tecniche tali da includerlo nell’elenco di cui agli allegati A e B;
  • è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per il calcolo dell’acconto IRPEF/IRES 2018 è necessario rideterminare il reddito 2017 senza considerare la maggiorazione del 150% – 40% dell’ammortamento/canoni di leasing.

3 – CREDITO DI IMPOSTA SPESE FORMAZIONE NEL SETTORE DELLE TECNOLOGIE 4.0

Alle imprese che effettuano attività di formazione a decorrere dal 2018 spetta un credito di imposta pari al 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente per il periodo occupato nella formazione svolta per acquisire/consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”, ossia big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber – fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali nei seguenti ambiti (allegato A alla Legge di Bilancio 2018):

a) vendita e marketing;

b) informatica;

c) tecniche e tecnologie di produzione.

E’ esclusa la formazione ordinaria/periodica organizzata dall’impresa per conformarsi:

  • alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro/protezione dell’ambiente;
  • ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Il credito di imposta in esame è riconosciuto fino ad un massimo annuo di € 300.000 per ciascun beneficiario per le citate attività di formazione pattuite con contratti collettivi aziendali/territoriali.

4 – ABROGAZIONE SCHEDE CARBURANTI

Dal 1° luglio 2018 è abrogata la scheda carburante per i soggetti titolari di partita IVA relativamente ai mezzi aziendali, sia per quelli esclusivamente strumentali sia per quelli a deducibilità ridotta.

Da questa data, le spese di carburante per autotrazione saranno deducibili solo se sostenute mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari e documentate da fattura elettronica.

Le carte di debito o di credito dovranno essere intestate al soggetto IVA acquirente; in presenza di più mezzi aziendali, sarà necessario, molto probabilmente, avere a disposizione più carte.

5 – SGRAVI CONTRIBUTIVI FINO A € 3.000 PER LE ASSUNZIONI GIOVANILI

La Legge di Bilancio 2018 introduce una nuova agevolazione contributiva in favore di tutti i datori di lavoro del settore privato che provvederanno ad assumere, dal 1° gennaio 2018, giovani con meno di 35 anni di età, ovvero meno di 30 per gli avviamenti al lavoro effettuati dal 2019.

La riduzione contributiva, che non riguarda il premio Inail, ha una durata massima di 36 mesi e abbatte del 50% gli oneri previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il tetto massimo di € 3 mila annui, mensilizzati ai fini del calcolo.

L’agevolazione riguarda esclusivamente le assunzioni a tempo indeterminato e non potrà applicarsi alle assunzioni di dirigenti e ai rapporti di lavoro di tipo domestico.

Il soggetto avviato al lavoro non deve mai essere stato in precedenza occupato con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Fanno eccezione i rapporti di apprendistato – instaurati con altro datore di lavoro, diverso da quello che esegue la nuova assunzione – che non siano proseguiti con il mantenimento in servizio dell’interessato.

Il datore di lavoro non deve aver effettuato nella stessa unità produttiva, nei 6 mesi precedenti, licenziamenti individuali per giustificato motivo o licenziamenti collettivi (ex legge 223/1991).

In caso di cessazione del rapporto agevolato, il lavoratore può essere assunto da un altro datore di lavoro, anche oltre il limite di età previsto e chi instaura il rapporto può fruire dell’esenzione per i mesi mancanti al compimento del triennio.

L’incentivo contributivo è previsto anche per le trasformazioni a tempo indeterminato dei contratti a termine; in tal caso, il requisito anagrafico previsto dalla norma deve essere posseduto al momento della conversione del rapporto di lavoro.

Da ultimo, l’incentivo è previsto anche in caso di mantenimento in servizio di apprendisti professionalizzanti, sempre che il proseguimento del rapporto abbia inizio dopo il 31 dicembre 2017 e il lavoratore, alla data della stabilizzazione del rapporto, non abbia compiuto il trentesimo anno di età.

6 – NUOVA IMPOSTA SUL REDDITO D’IMPRESA (IRI)

Dal 2018, dopo il rinvio dello scorso anno, è introdotta l’Imposta sul reddito d’impresa (IRI) nella misura fissa del 24%, così come previsto per l’IRES in capo alle società di capitali.

7 – OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA

Dal 1° gennaio 2019 le cessioni di beni/prestazioni di servizi che intercorrono tra soggetti residenti/stabiliti/identificati in Italia, devono essere documentate esclusivamente da fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI).

Per la trasmissione delle fatture elettroniche Sdl gli operatori possono avvalersi di intermediari, fermo restando la responsabilità in capo al cedente/prestatore. Sono esclusi i contribuenti minimi/forfettari.

Il predetto obbligo è applicabile alle fatture emesse dal 1° luglio 2018 relativamente alle:

  • cessioni di benzina/gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori;
  • prestazioni rese da soggetti subappaltatori/subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori/servizi/forniture stipulato con la Pubblica Amministrazione con indicazione del relativo codice CUP/CIG.

In caso di una fattura con modalità diverse da quelle sopra descritte, la fattura si intende non emessa e sono applicabili le sanzioni di cui all’art. 6, D.Lgs. n. 471/97.

Il Sistema di Interscambio (Sdl) sarà utilizzato, oltre che ai fini della trasmissione/ricezione delle fatture elettroniche relative a operazioni intercorrenti tra soggetti residenti/stabiliti/identificati in Italia, anche per l’acquisizione dei dati fiscalmente rilevanti.

Sarà cura dello Studio approfondire l’argomento con una o più circolari specifiche.

8 – INTRODUZIONE DELLA WEB TAX

Con la Legge di Bilancio 2018 viene introdotta la Web Tax che scatterà nel 2019. Si tratta di un’imposta fissa pari al 3% che si applica alle transazioni online di servizi (quindi non al commercio elettronico di prodotti) e riguarda solo coloro che effettuano almeno 3.000 transazioni l’anno.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

La Legge di Bilancio 2018 – Argomenti di interesse per i contribuenti persone fisiche

gen 12, 2018   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Sul S.O. della Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 è stata pubblicata la manovra fiscale per il 2018 (c.d. Legge di Bilancio), identificata come legge 205/2017. Ove non diversamente stabilito, la legge entra in vigore dal 1° gennaio 2018.

Nella presente nota informativa sono individuati gli argomenti di interesse generale, dei quali viene fornita solo una trattazione sintetica, allo scopo di offrire uno spunto di riflessione circa l’opportunità di approfondire le singole tematiche in successiva sede.

Si auspica che i signori Clienti vorranno dedicare alla lettura della nota informativa il poco tempo necessario: lo Studio resta a disposizione per ogni chiarimento e approfondimento.

Le novità fiscali sono contenute nell’articolo 1, composto di 1181 commi. Tra gli argomenti di diretto interesse per i contribuenti persone fisiche, si segnalano i seguenti:

1 – REDDITO FIGLI A CARICO DI ETA’ NON SUPERIORE A 24 ANNI

E’ innalzato a € 4.000 il limite di reddito per essere considerati a carico per i figli di età non superiore a 24 anni. Il nuovo limite decorre dal 1° gennaio 2019.

2 – PROROGA DETRAZIONE IRPEF 50% E 65%

La Legge di Bilancio 2018 ridisegna gli incentivi sulla casa. A subire i rimaneggiamenti maggiori è stato l’Ecobonus. Non più una detrazione del 65% per tutti gli interventi, ma aliquote differenziate con l’obiettivo di agevolare maggiormente i lavori capaci di migliorare la prestazione energetica degli edifici. Viene introdotto un incentivo rafforzato per gli interventi integrati di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica. Tra le novità assolute spicca il bonus verde, mentre come ogni anno è arrivata la proroga annuale per bonus ristrutturazioni e bonus mobili.

Ecobonus, detrazioni al 65% e 50%

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% per gli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari. L’Ecobonus sui condomìni resta invariato fino al 2021. Si potrà optare per la cessione del credito non solo per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni, ma anche per quelli sulle singole unità immobiliari. Con € 150 milioni, il Fondo per l’ecoprestito garantirà i mutui sottoscritti per intraprendere interventi di miglioramento della prestazione energetica degli immobili.

Detrazione del 65% anche per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di € 100 mila, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%.

Scende al 50% il bonus per l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) n. 811/2013. La detrazione è esclusa se l’efficienza risulta inferiore alla citata classe A.

Continuano ad usufruire del 65% gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Detrazione al 65% anche per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Sismabonus fino all’85% anche per l’edilizia popolare

Dal 2018 tra i beneficiari ci saranno anche gli istituti di edilizia popolare. Restano invece invariate le condizioni. Per le spese di messa in sicurezza antisismica degli edifici residenziali e produttivi situati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, effettuate fino al 31 dicembre 2021, è riconosciuta una detrazione fiscale Irpef o Ires. Si parte dal 50% e si può arrivare al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a € 96 mila.

Nei condomìni si parte sempre dal 50% e si può raggiungere il 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e l’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. In questo caso, il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a € 96 mila moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Il miglioramento antisismico è calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017).

Antisismica + efficientamento energetico: bonus fino all’85%

Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica, otterranno una detrazione dell’80% se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo e verrà calcolata su una spesa massima di € 136 mila moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. 136 mila euro è la somma del tetto di € 96 mila per unità immobiliare, previsto dal sismabonus “tradizionale”, e di quello di € 40 mila per unità immobiliare fissato per l’Ecobonus.

Bonus ristrutturazioni 50%, proroga al 31 dicembre 2018

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50%, con un limite massimo di € 96 mila per unità immobiliare, per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.

3 – BONUS MOBILI 50% FINO AL 31 DICEMBRE 2018

Chi ristruttura il proprio immobile potrà usufruire ancora per un anno di una detrazione Irpef del 50%, con un tetto di € 10 mila per unità immobiliare, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. La condizione per usufruire del Bonus Mobili è che per i lavori dopo il 1° gennaio 2017 siano state trasmesse all’ENEA le informazioni relative agli interventi effettuati.

4 – BONUS VERDE 36% PER GIARDINI E TERRAZZI

Gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi saranno incentivati con una detrazione fiscale dall’Irpef del 36% delle spese sostenute nel 2018, fino ad un massimo di € 5 mila per unità immobiliare. Tra le spese detraibili sono incluse quelle per la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. In condominio il limite di spesa sarà di € 5 mila per unità immobiliare.

5 – LE POLIZZE PER CATASTROFI NATURALI DIVENTANO DETRAIBILI

Saranno detraibili le assicurazioni contratte dal 1° gennaio 2018 contro il rischio di eventi calamitosi stipulate per le abitazioni. I premi per questo tipo di polizze godranno così della stessa agevolazione fiscale oggi vigente, ad esempio, per gli interessi passivi relativi ai mutui per l’acquisto della prima casa, le spese sanitarie, le polizze vita.

6 – CEDOLARE SECCA CANONI CONCORDATI

Come noto, l’art. 9, comma 1, DL n. 47/2014 prevede, per il quinquiennio 2014 – 2017, l’applicazione della cedolare secca con l’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate nei Comuni di cui all’art. 1, comma 1, lett. a) e b), DL n. 551/88 e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE.

Con la “Legge di Bilancio 2018” viene confermato che detta aliquota ridotta del 10% è applicabile per gli anni dal 2014 al 2019.

7 – RIDUZIONE CANONE RAI

Confermata anche per il 2018, come avvenuto per il 2017, la riduzione del canone di abbonamento per uso privato a € 90 (in precedenza € 100).

8 – MODALITA’ DI PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI

È previsto a decorrere dal 1° luglio 2018 il divieto di corrispondere le retribuzioni in contanti al lavoratore, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro instaurato, pena l’applicazione di una sanzione da € 1.000 a € 5.000.

A decorrere dalla data predetta, la retribuzione ai lavoratori da parte dei datori di lavoro/committenti va corrisposta tramite banca/ufficio postale utilizzando uno dei seguenti mezzi:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario/postale dove il datore di lavoro ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore, o in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato. Il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge/convivente/familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, a condizione che sia di età non inferiore a 16 anni.

Le predette disposizioni non sono applicabili ai rapporti di lavoro:

  • instaurati con le Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001;
  • rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti ai servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

9 – ABBONAMENTI A MEZZI PUBBLICI

Viene introdotta la detraibilità al 19% degli abbonamenti ai mezzi pubblici, anche nell’interesse di soggetti a carico, fino ad un massimo di € 250, e deducibilità in favore del datore di lavoro per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico sul tragitto casa-lavoro. La detrazione viene aumentata al 22% per gli studenti fuori sede in un comune ad almeno 100 chilometri dall’università.

10 – RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

È riproposta la possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di:

  • terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
  • partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà/usufrutto;

Detenuti alla data del 1° gennaio 2018, non in regime d’impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. Entro il termine del 30 giugno 2018 gli interessati dovranno provvedere alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima e al versamento dell’imposta sostitutiva, pari all’8%.

11 – SOPPRESSIONE AUMENTO ALIQUOTE IVA 2018

L’aumento di 3 punti percentuali delle aliquote IVA del 10% e del 22% è differito al 1° gennaio 2019. In pratica, per il 2018, le aliquote IVA sono confermate nella misura del 4%, 5%, 10% e 22%.

12 – TASSAZIONE CAPITAL GAINS E DIVIDENDI

Capital gains

Le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni sia qualificate sia non qualificate (in precedenza solo non qualificate) sono soggette ad imposta sostitutiva del 26%.

Con l’abrogazione del comma 3 e la modifica del comma 5 dell’art. 68, TUIR le plusvalenze derivanti da partecipazioni sia qualificate sia non qualificate sono “sommate” alle relative minusvalenze; di conseguenza, è possibile compensare le plusvalenze/minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate con quelle da partecipazioni non qualificate. Un decreto del MEF prevederà eventuali oneri di documentazione.

Dividenti e utili associati in partecipazione

Ai dividendi collegati a partecipazioni qualificate (oltre che non qualificate) è applicabile la ritenuta del 26% da parte del soggetto Ires erogatore degli stessi.

La ritenuta è applicabile altresì agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione indipendentemente dal valore dell’apporto, ossia sia a contratti “non qualificati” sia “qualificati”.

In presenza di un associante in contabilità semplificata, in base al nuovo comma 2 del citato art. 47, gli utili concorrono a formare il reddito dell’associato nella misura del 58,14% nel caso in cui l’apporto è superiore al 25% della somma delle rimanenze finali di cui agli artt. 92 e 93, TUIR e del costo residuo dei beni ammortizzabili di cui all’art. 110, TUIR.

Decorrenza delle nuove disposizioni

Le nuove disposizioni sono applicabili ai redditi di capitale percepiti a partire dal 1° gennaio 2018 e dai redditi diversi realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in società/enti soggetti Ires formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, deliberate dal 2018 al 2022, sono applicabili le regole di cui al DM 26/05/2017, ossia la parziale tassazione degli stessi in base alle percentuali fissate dal citato Decreto.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

Il punto della settimana – La riapertura dei termini per la rottamazione delle cartelle ex Equitalia

dic 11, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Il D.L. fiscale varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 13 ottobre, n. 148/2017 “Collegato alla Finanziaria 2018”, ha riaperto i termini per la rottamazione delle cartelle dell’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate – Riscossione, prevedendo nello specifico tre diverse modalità di definizione agevolata:

1)    Definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo dal 1/1/2017 al 30/09/2017;

2)    Riapertura della “rottamazione per i soggetti respinti” che riguarda i ruoli dal 2000 al 2016;

3)    Proroga al 07/12/2017 delle rate dovute per la definizione agevolata non versate alle scadenze di luglio e settembre 2017.

Definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo dal 1/1/2017 al 30/09/2017

La “nuova” definizione agevolata interessa le somme iscritte nei carichi affidati all’Agenzia della riscossione nel periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 e consente l’estinzione del debito, evitando di corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora in esse incluse.

Tali contribuenti dovranno manifestare la volontà di adesione alla “rottamazione-bis” presentando, entro il 15 maggio 2018, l’apposito modulo DA-2017 che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha pubblicato sul proprio sito Internet. I soggetti interessati saranno tenuti ad effettuare il pagamento delle somme dovute in un’unica soluzione entro il mese di luglio 2018 oppure in un massimo di cinque rate di pari importo (20%) alle seguenti scadenze: luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019. Si ricorda che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento determinerà la non procedibilità dell’adesione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno, comunque, acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.

Riapertura della “rottamazione per i soggetti respinti” che riguarda i ruoli dal 2000 al 2016

Potranno accedere alla rottamazione delle cartelle ex Equitalia anche tutti i contribuenti che in precedenza si erano visti respingere le istanze perché non in regola con il pagamento delle rate in scadenza entro il 31 dicembre dello scorso anno per i piani di dilazione di pagamento attivi al 24 ottobre 2016. Recentemente l’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha reso disponibile il modello utilizzabile da parte dei soggetti che sono stati “respinti” dalla definizione agevolata delle somme iscritte nei carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 2000 al 2016 in quanto non hanno provveduto ad effettuare, con riguardo ai piani rateali in essere al 24/10/2016, tutti i versamenti scadenti nel periodo 1/10 – 31/12/2016. A tal fine, il soggetto interessato deve presentare il modulo DA-R entro il 31/12/2017 ed effettuare il versamento delle rate scadute entro il 31/05/2018.

Proroga al 07/12/2017 delle rate dovute per la definizione agevolata non versate alle scadenze di luglio e settembre 2017

Ulteriormente, entro lo scorso 7 dicembre è stato possibile, per i contribuenti che avevano aderito alla prima rottamazione, versare l’unica rata o le rate non versate o versate in modo insufficiente alle scadenze del 31 luglio o del 2 ottobre. Si tratta, dunque, di un’opportunità che va incontro a quanti per errori, disguidi o mancanza di liquidità non avevano potuto effettuare i versamenti. Per il rientro, è previsto il pagamento dell’intera somma o per chi aveva un piano di pagamento scaglionato su cinque versamenti, la corresponsione, entro la stessa data, anche della terza rata.

Nel corso dei lavori parlamentari, è probabile che il decreto venga emendato. Sarà nostra cura comunicare le variazioni a quanto sopra riportato. In ogni caso, sul sito Agenzia delle Entrate – Riscossione sono già pubblicati sia i modelli sia le FAQ per agevolare tutti i contribuenti.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Il punto della settimana – I modelli INTRASTAT dal 2018

nov 27, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Con il Provvedimento congiunto n. 194409 del 25 settembre 2017 dei Direttori dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane sono state definite importanti misure di semplificazione in materia di comunicazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (modelli INTRASTAT) che desideriamo portare alla Vostra attenzione.

INTRASTAT – acquisti

La novità di maggiore rilievo è rappresentata dalla soppressione dei modelli INTRASTAT trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi, rispettivamente Intra 2-bis e Intra 2-quater. Viene, inoltre, attribuita esclusiva valenza statistica ai modelli Intra mensili relativi agli acquisti di beni e servizi.

Il provvedimento in analisi modifica i limiti trimestrali previsti ai fini dell’individuazione dei soggetti passivi obbligati a presentare gli elenchi acquisti con periodicità mensile. Saranno tenuti alla presentazione del modello Intra 2-bis coloro che in uno dei 4 trimestri precedenti abbiano effettuato acquisti di beni per un ammontare superiore, o uguale, a € 200.000,00. Saranno, invece, tenuti alla presentazione del modello Intra 2-quater coloro che in uno dei 4 trimestri precedenti abbiano effettuato acquisti di servizi per un ammontare superiore, o uguale, € 100.000,00.

Si precisa che tali limiti operano in maniera autonoma con riferimento alle singole categorie di operazioni relative ai beni e servizi. Pertanto, un soggetto potrà essere obbligato alla compilazione anche soltanto di uno dei modelli sopra citati. In caso di superamento di uno dei suddetti limiti in un determinato trimestre solare, il relativo modello INTRASTAT dovrà essere presentato a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata.

INTRASTAT – vendite

Per quanto riguarda gli elenchi riepilogativi previsti per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, rispettivamente Intra 1-bis e Intra 1-quater, il provvedimento in esame non ha modificato il loro assetto né i limiti relativi alla periodicità nella loro presentazione, che si ricorda essere pari a € 50.000,00 con riferimento a ciascuno dei 4 trimestri precedenti. La novità introdotta dal provvedimento riguarda il sistema di verifica del superamento della soglia, che dovrà essere effettuata per ogni categoria di operazioni in maniera del tutto indipendente. Si attendono chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria sulla eventuale necessità di presentare gli elenchi riepilogativi per i periodi mensili già trascorsi.

Il provvedimento in esame dispone la compilazione obbligatoria della parte statistica del modello Intra 1-bis per i soggetti che hanno realizzato, nei 4 trimestri precedenti, cessioni di beni per un ammontare totale trimestrale superiore, o uguale, ad € 100.000,00.

Infine, è stata prevista un’ulteriore semplificazione in merito alla compilazione degli elenchi riepilogativi, attivi e passivi, relativi alle prestazioni di servizi (Intra 1-quater e Intra 2-quater). In particolare, per la compilazione del campo “Codice Servizio” (cd. CPA), è stato ridimensionato il livello di dettaglio richiesto da 6 a 5 cifre.

Relativamente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, le stesse si applicano a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2018. Invece, con riferimento ai modelli INTRASTAT in scadenza al 25 gennaio 2018, riferiti al 2017, trovano applicazione le attuali disposizioni normative, sia in merito alle regole di compilazione sia in merito alla loro periodicità (compresi gli obbligi relativi alle comunicazioni statistiche).

Lo Studio rimane a disposizioni per eventuali chiarimenti.

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Il punto della settimana – Voucher da € 10.000,00 per digitalizzare le PMI

nov 20, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Di cosa si tratta e a chi è rivolto

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha previsto, a beneficio di micro, piccole e medie imprese, un finanziamento a fondo perduto per l’acquisto di software, hardware o servizi finalizzati alla digitalizzazione dei processi aziendali e all’ammodernamento tecnologico (telelavoro, e-commerce, connettività a banda larga e ultralarga, formazione qualificata del personale nel campo ICT), tramite la concessione di un Voucher di importo non superiore a € 10.000,00.

La misura massima complessiva dell’intervento ammonta a 100 milioni di euro, ripartita tra le regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio operanti nelle singole regioni.

Modalità e termini di presentazione della domanda

Le domande di accesso alle agevolazioni possono essere presentate dalle imprese esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile nell’apposita sezione “Voucher digitalizzazione” del sito web del Ministero, a partire dal 30 gennaio 2017 e fino al 9 febbraio 2018.

Ciascuna impresa proponente può presentare un’unica domanda di accesso alle agevolazioni per un importo del Voucher pari al 50% del totale delle spese ammissibili e, in ogni caso, non superiore a € 10.000,00.

Il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e registrata nel Registro delle imprese sono requisiti obbligatori per la presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Entro 30 giorni dalla data di chiusura dello sportello, il Ministero provvederà ad adottare un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata. Nel caso in cui l’importo complessivo delle richieste ammissibili sia superiore a quello delle risorse disponibili, il Ministero ripartirà le risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. In ogni caso, a chiusura dello sportello, saranno considerate tutte le imprese ammissibili che abbiano presentato la domanda nei termini, indipendentemente dall’ordine di arrivo delle richieste.

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, le spese connesse all’intervento di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico dell’impresa devono essere avviate successivamente alla prenotazione del Voucher ed ultimate non oltre sei mesi dalla data di pubblicazione nel sito web del Ministero del provvedimento. Inoltre, le suddette spese devono essere relative a beni nuovi di fabbrica acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato. Nel caso si tratti di spese per servizi di consulenza specialistica o di formazione qualificata, esse devono riferirsi a prestazioni svolte nel periodo di svolgimento del progetto.

Per l’assegnazione definitiva e la conseguente erogazione del Voucher, l’impresa iscritta al provvedimento cumulativo di prenotazione è tenuta a presentare, esclusivamente tramite la procedura informatica, entro 30 giorni dalla data di ultimazione, la richiesta di erogazione compilando la modulistica presente sul sito web del Ministero e la documentazione relativa alla rendicontazione delle spese sostenute.

Il Ministero, in seguito alle attività di valutazione della documentazione presentata, determina con proprio provvedimento l’importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa ritenuti ammissibili. Nel caso di insussistenza delle condizioni previste per l’assegnazione del Voucher, il Ministero comunica i motivi ostativi all’accoglimento della richiesta di erogazione.

In ogni fase del procedimento, il Ministero può effettuare controlli e ispezioni, anche a campione, sulle iniziative agevolate, al fine di verificare il rispetto delle condizioni per la fruizione e il mantenimento dell’agevolazione concessa, la veridicità delle dichiarazioni e informazioni fornite dall’impresa beneficiaria, nonché la sussistenza e la regolarità della documentazione dalla stessa prodotta.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

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