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Il punto della settimana – L’impatto sul mercato del lavoro della 4° rivoluzione industriale

nov 13, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Di recente, la 11° Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato ha pubblicato uno studio sul tema del rapporto tra tecnologia e lavoro, che, per la sua importanza, riteniamo di portare alla Vostra attenzione, riportandone nel seguito una breve sintesi.

La nuova rivoluzione industriale è caratterizzata da tecnologie sempre più disponibili, a basso costo e destinate ad evolvere con ritmi e contenuti imprevedibili. Le conseguenze investono sia i modelli di business sia i processi produttivi, con nuove modalità di relazione con i consumatori ed i mercati, attraverso percorsi di coordinamento più efficienti, personalizzati ed immediati. La sua caratteristica è, dunque, l’integrazione tra processi fisici e tecnologie digitali con un rinnovamento dei modelli organizzativi.

Troppo spesso questo tema viene affrontato unicamente dal punto di vista delle novità tecnologiche, tralasciando l’enorme impatto sul mercato del lavoro. La precedente rivoluzione industriale ha visto la tecnologia affiancare l’uomo per migliorare e rendere più produttive le sue attività. Al contrario, Industria 4.0 non si limita ad affiancarsi ma, per talune attività, si sostituisce completamente all’uomo. Il cambiamento tecnologico, dunque, non appare affatto neutrale negli effetti che potrà avere sui rapporti sociali ed economici.

Il contesto economico-tecnologico internazionale

La definizione di Industria 4.0 nasce in Germania come un vero e proprio paradigma economico basato sull’utilizzo della rete Internet all’interno dei processi produttivi per ottimizzare l’integrazione e il coordinamento nel rapporto con i fornitori e, soprattutto, con i consumatori, in una costante connessione e interrelazione mediante la rete. La novità principale è quella di poter offrire prodotti personalizzati (mass customization) ad un prezzo che consente la vendita su ampi mercati. La caratteristica principale è quella della rottura dei confini, siano essi geografici, settoriali o le mura fisiche della stessa impresa; uno scenario di interconnessione che non riguarda unicamente il supporto della rete Internet, ma la possibilità di contatto tra spazi e mondi prima nettamente separati e distanti.

Gli impatti sul mercato del lavoro e lo scenario italiano

L’Italia affronta le novità tecnologiche con un mercato del lavoro nel quale, nonostante i recenti incrementi dell’occupazione segnalati dall’Istat, permangono criticità (tasso di occupazione tra i più bassi del continente, percentuale di inattivi molto alta, aumento dell’età media dei lavoratori, tassi di occupazione di giovani e donne nettamente inferiori rispetto alle medie europee). Ciò nonostante, il mercato del lavoro italiano offre uno scenario permeabile alla trasformazione, seppure con una tendenza a subirla piuttosto che a governarla, se è vero che la crescita degli occupati negli ultimi anni si concentra soprattutto in lavori a basso valore aggiunto e bassa produttività. Sono proprio i valori relativi alla produttività che rendono necessaria una transizione verso modelli produttivi in cui l’innovazione, espressa anche nella forma della digitalizzazione, possa contribuire a rendere più competitive le nostre imprese e più competenti i lavoratori.

Le conseguenze dell’innovazione tecnologica sul diritto del lavoro

La conseguenza più immediata degli sviluppi tecnologici di Industria 4.0 sarà la drastica riduzione dei costi di transazione, che consentirà in misura sempre maggiore:

- Un incontro più facile tra domanda e offerta di servizi, con la possibilità per i lavoratori di offrirli direttamente senza la necessità di un imprenditore che ne organizzi la commercializzazione;

- Una destrutturazione delle forme di protezione del lavoro tradizionali e un coordinamento più facile di ogni prestazione lavorativa individuale con il resto dell’organizzazione aziendale;

- La liberazione della prestazione lavorativa dal vincolo dell’orario di lavoro, che tuttavia rischia di determinare un’erosione della disciplina relativa al tempo massimo di lavoro;

- Una più immediata e penetrante visibilità dei diversi livelli di produttività individuali con la conseguenza dell’esposizione dei lavoratori ad uno stress da esame più intenso;

- Un ritmo più rapido di obsolescenza delle tecniche applicate, dei materiali e degli stessi prodotti, che rende indispensabile la formazione e la riqualificazione permanente del lavoratore;

- Una più intensa concorrenza tra lavoratori.

Uno dei maggiori impatti della 4° rivoluzione industriale sul mercato del lavoro sarà quello relativo ai nuovi fabbisogni di competenze. I lavoratori dovranno effettuare momenti di riqualificazione professionale ad ogni età per essere in grado di governare processi in continua evoluzione. Il concetto di invecchiamento attivo sarà considerato come la possibilità, mediante la tecnologia ed un approccio che cominci ben prima dell’età matura, di continuare nella crescita personale con l’acquisizione di nuove competenze e la possibilità di mettere al servizio delle nuove generazioni l’insostituibile valore dell’esperienza. Il riferimento è sia alle competenze di tipo tecnico-specialistico sia alle competenze trasversali (soft skills) che possono consentire ai lavoratori un miglior approccio a scenari mutevoli e complessi, inclusa l’attitudine all’autoimprenditorialità. In questa prospettiva, il sistema educativo assumerà un ruolo rilevante, non tanto verso i contingenti fabbisogni delle imprese, quanto verso la continua impiegabilità in un mercato del lavoro caratterizzato da mutazioni veloci e imprevedibili.

Le catene del valore globali sono oggi la normalità nella gestione dei modelli di business delle imprese moderne. Allo stesso tempo, la tecnologia consente anche alle piccole imprese di ampliare i propri mercati grazie alle potenzialità della rete. Sia le grandi sia le piccole imprese innovative richiedono di collocarsi in contesti ad alta disponibilità di infrastrutture e di lavoratori dalle elevate competenze. Risulta una sfida fondamentale sviluppare le città perché queste diventino attrattori di talenti e, al tempo stesso, monitorare con attenzione quegli ambiti territoriali che, in una prima fase, potrebbero scontare la fuga di cervelli e capitali verso gli hub.

Ma la dimensione geografica può essere inquadrata anche sotto una diversa prospettiva. Sempre più, infatti, il mondo del lavoro e delle professioni è caratterizzato da un universo in espansione di nuovi lavori, molto diversi tra loro e spesso dalla difficile definizione e comprensione. Accogliere questi lavori, garantendo un contesto entro il quale possano svilupparsi, è oggi fondamentale ed è la prima risposta a chi paventa la fine del lavoro su base tecnologica. Questa potrebbe avvenire unicamente a fronte di ostacoli all’affermazione di lavori nuovi.

In conclusione, il progresso tecnologico non avrà negli anni a venire, come non ha mai avuto negli ultimi due secoli segnati da un progresso tecnologico continuo, il potere di rendere definitivamente inutile il lavoro umano. Se sapremo valorizzarlo, continuerà ad avere campi amplissimi nei quali esprimersi, rispondendo a esigenze vitali delle persone e della società. E sarà la stessa disponibilità di lavoro umano generata dalla scomparsa dei vecchi mestieri a stimolare la capacità di inventarne di nuovi.

L’avvento della robotica e dell’intelligenza artificiale pone a rischio di sostituzione non più soltanto i mestieri di basso contenuto professionale, bensì anche quelli di contenuto elevato. Questo è il motivo per cui è indispensabile un drastico miglioramento dell’efficienza dei servizi di istruzione, di orientamento e di formazione professionale affinché insegnino ad imparare sempre.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordiali saluti.

Il punto della settimana – I Piani individuali di risparmio (Pir): un “successo spettacolare” e i chiarimenti del Mef

nov 6, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

La Legge di Bilancio 2017 (n. 232 del 11/12/2016) ha introdotto i Piani individuali di risparmio (Pir), “contenitori” di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, polizze, ecc…) che permettono al sottoscrittore di essere esentato dalla tassazione sul capital gain, a condizione che l’investimento abbia una durata minima di cinque anni e non superi l’importo di € 30.000,00 annui per un investimento totale massimo di € 150.000,00.

Si tratta di una incentivazione fiscale del risparmio di lungo termine, finalizzata a:

  • offrire maggiori opportunità di rendimento alle famiglie;
  • aumentare le opportunità delle imprese di ottenere risorse finanziarie per investimenti di lungo termine;
  • favorire lo sviluppo dei mercati finanziari nazionali.

Il meccanismo incentivante è desumibile dall’impianto normativo delineato nei commi da 100 a 114 dell’art. 1 della Legge di Bilancio per il 2017 ed è incentrato sui “Piani di risparmio a lungo termine”.

Dal punto di vista delle imprese che si affacciano al mercato dei capitali, i cambiamenti strutturali che le coinvolgono impongono loro, qualora vogliano mantenere posizioni di leadership, di dotarsi delle necessarie risorse finanziarie.Le fonti di finanziamento alternative (Pir, minibond, crowdfunding, private equity, venture capital), insieme ad un più facile accesso alla Borsa, stanno dimostrando a molti imprenditori come sia superabile il tradizionale finanziamento bancario.

Secondo quanto dichiarato dal capo della segreteria tecnica del Mef Fabrizio Pagani, durante il Coima Real Estate Forum a Milano, lo scorso 26 ottobre 2017, i Pir sono stati “un successo spettacolare” tanto che è realistica la stima di una raccolta annua di capitale pari a 10 miliardi di euro. Un segnale assolutamente positivo, ha sottolineato Pagani, consiste nel fatto che oltre un miliardo del capitale raccolto sia stato destinato alle piccole e medie imprese.

Recentemente, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha pubblicato le linee guida relative all’interpretazione della disciplina dettata dalla Legge di Bilancio 2017 per i Pir, i piani di risparmio a lungo termine, per i quali – come sopra brevemente accennato – è stato delineato uno speciale regime fiscale agevolativo, a cui farà seguito una circolare dell’Agenzia delle Entrate con istruzioni dettagliate per gli uffici preposti alle attività di controllo e accertamento.

Le linee guida del Mef sono tese a chiarire le principali questioni interpretative sollevate dall’entrata in vigore della nuova normativa, con riferimento sia alla sfera oggettiva sia a quella soggettiva dell’applicazione del beneficio fiscale. Si segnalano, in particolare, la possibilità di sottoscrivere un Pir da parte di un minore e, in caso di decesso del titolare del Pir, la non tassazione in capo all’erede dei redditi percepiti dal de cuius in relazione a strumenti finanziari per i quali non è stato maturato l’holding period, che, diversamente, sarebbero sottoposti a tassazione al momento dell’intestazione in capo all’erede. Infine, viene data un’interpretazione del tutto innovativa in merito al rispetto del vincolo di detenzione dei titoli per almeno cinque anni. Sebbene la norma consideri neutrale, ai fini del decorso del termine dei cinque anni, solo l’ipotesi della scadenza dei titoli seguita dal reinvestimento del controvalore entro 90 giorni, le linee guida applicano lo stesso principio anche all’ipotesi di cessione dei titoli, consentendo le movimentazioni dei titoli all’interno di un deposito titoli, di una rubrica di fondi o di una gestione Pir-compliant.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

Il punto della settimana – I bonus in vigore per gli interventi sulle singole unità immobiliari

ott 31, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Si ritiene utile fornire un quadro di insieme delle detrazioni fruibili per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 su singole unità immobiliari per:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
  • riqualificazione energetica;
  • acquisto di mobili o grandi elettrodomestici;
  • riduzione del rischio sismico.

Il cumulo tra le diverse agevolazioni è possibile per spese differenti tra di loro, riportate in diversi documenti di spesa. Se gli interventi realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie si dovrà scegliere tra l’uno o l’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti previsti per l’agevolazione prescelta.

Per quanto concerne, invece, la possibilità di cumulare le detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici con altre agevolazioni territoriali (comunali, regionali, etc.), sono ammesse alla detrazione solo le spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico, non potendo considerarsi tali quelle coperte da contributi erogati da altri enti.

Si riepilogano, di seguito, in forma di rappresentazione schematica, le principali caratteristiche dei “bonus” fruibili in taluni casi dalle sole persone fisiche e in altri anche dalle imprese, in relazione agli interventi effettuati sulle singole unità immobiliari.

Tipologia di intervento

Agevolazione

Note

Modalità di sostenimento della spesa

Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia

Detrazione Irpef del 50% in 10 rate annuali di pari importo con soglia massima di spesa di 96.000 euro L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo residenziale. Rientrano tra gli interventi agevolabili anche la realizzazione di autorimesse, l’eliminazione di barriere architettoniche, la prevenzione del rischio di atti illeciti, la cablatura e la riduzione dell’inquinamento Pagamenti con bonifico bancario/postale “parlante” o bonifico ordinario con la dichiarazione sostitutiva rilasciata dal fornitore.
acustico, l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, l’adozione di misure antisismiche, la bonifica dell’amianto e la prevenzione di infortuni domestici Termine per sostenere la spesa con la detrazione del 50% è il 31 dicembre 2017
Riqualificazione energetica, interventi sugli involucri, installazione di pannelli solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale Detrazione Irpef/Ires del 65% in 10 rate annuali di pari importo con le seguenti soglie massime: spesa di 153.846 euro per la riqualificazione energetica, spesa di 92.308 euro per gli interventi sugli involucri e l’installazione di pannelli solari e spesa di 46.154 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su unità immobiliari esistenti, compresi quelli strumentali per esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. È necessario acquisire l’asseverazione del tecnico abilitato (o dichiarazione del direttore dei lavori), l’attestato di certificazione energetica, la scheda informativa. È necessario trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori copia dell’attestato di certificazione energetica e la scheda informativa Per i privati pagamenti con bonifico bancario/postale “parlante” o bonifico ordinario con la dichiarazione sostitutiva rilasciata dal fornitore. Per le imprese modalità di pagamento libera. Termine per sostenere la spesa con la detrazione del 65% è il 31 dicembre 2017

“Bonus arredi”, cioè acquisto di mobili nuovi o grandi elettrodomestici nuovi di classe non inferiore ad A+ (A per i forni)

Detrazione Irpef del 50% in 10 rate annuali di pari importo con soglia massima di spesa di 10.000 euro Il principale presupposto per fruire del “Bonus arredi” è la realizzazione di un intervento di recupero edilizio (che dia diritto alla detrazione Irpef del 50%) in data successiva al 1° gennaio 2016 ma comunque in data antecedente a quella di acquisto del mobile o grande elettrodomestico nuovi Pagamento con bonifico, carta di debito o carta di credito. Termine per sostenere la spesa è il 31 dicembre 2017
Interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico Detrazione Irpef/Ires del 50% in 5 rate annuali di pari importo con soglia massima di spesa di 96.000 euro per ciascun anno. Se il rischio sismico è ridotto di 1 classe di rischio, la detrazione diventa del 70%, se è ridotto di 2 classi di rischio la detrazione diventa dell’80% L’agevolazione fiscale può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo residenziale e su quelli utilizzati per attività produttive, con autorizzazione in data successiva al 1° gennaio 2017.

Si applica agli edifici che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (si fa riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274/2003)

Pagamenti con bonifico bancario/postale “parlante” o bonifico ordinario con la dichiarazione sostitutiva rilasciata dal fornitore. Termine per sostenere la spesa è il 31 dicembre 2021

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti.

Le “nuove regole” per la capitalizzazione degli interessi bancari applicabili dal 1° ottobre 2016

ott 23, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Si ricorda che il Ministro dell’economia e delle finanze, nelle funzioni di Presidente del CICR, con Decreto d’urgenza n. 343/2016, ha dato attuazione all’articolo 120, comma 2 del Testo Unico Bancario, come riformato dalla L. 49/2016, di contrasto al cd. “anatocismo bancario”.

Le nuove modalità ed i criteri stabiliti dal CICR per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, sono – brevemente richiamati – i seguenti:

a)    gli interessi debitori maturati non possono produrre ulteriori interessi, salvo quelli di mora, e devono essere contabilizzati separatamente dalla quota capitale;

b)    il periodo di calcolo degli interessi non può essere inferiore ad un anno, con termine fissato al 31 dicembre di ciascun anno. Ciò significa che, per quanto riguarda il calcolo degli interessi passivi, il periodo di riferimento non può più essere il trimestre. Per quelli attivi, invece, il contratto può prevedere, a vantaggio del cliente, un periodo di calcolo anche inferiore all’anno;

c)    gli interessi debitori, conteggiati al 31 dicembre, divengono esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati. In caso di aperture di credito stipulate ed esaurite nel corso di uno stesso anno solare e in caso di fine del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;

d)    il cliente può autorizzare la Banca, anche preventivamente, all’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; la prassi adottata dagli istituti di credito è stata di ottenere la sottoscrizione di tale autorizzazione in tutti i casi (anche quando non vi sono interessi passivi in maturazione).

Stante quanto sopra esposto, nel corso del 2017 gli istituti di credito non hanno proceduto ad addebitare il conto corrente per gli interessi passivi maturati al 31 marzo, 30 giugno e 30 settembre. Gli stessi sono comunque stati evidenziati sugli estratti conto dei medesimi periodi.

Il comportamento contabile da tenere comporta che venga comunque eseguita la rilevazione trimestrale del costo per interessi passivi a conto economico con accensione di una voce di debito nello stato patrimoniale, ad es.: Partite finanziarie passive da liquidare:

Interessi passivi di c/c              a          Partite finanziarie passive da liquidare

per consentire che la situazione in corso d’anno sia rappresentativa della reale situazione economica e sia confrontabile con quella dello stesso periodo dell’anno precedente.

La corretta rilevazione degli interessi passivi maturati consente, altresì, di valutare il rischio di eventuali sconfinamenti (alla data in cui l’addebito sarà materialmente eseguito, ossia il 1° marzo dell’anno successivo) e di precostituire le risorse finanziarie destinate al pagamento.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Visto di conformità per la compensazione dei crediti tributari – Sintesi dei nuovi obblighi

ott 16, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione orizzontale i crediti annuali per importi superiori a € 5.000,00 devono richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. L’obbligo di apposizione del visto di conformità è stato esteso anche alle richieste di compensazione del credito IVA trimestrale.

In caso di utilizzo del credito a) in violazione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità, oppure b) con visto di conformità apposto da soggetti non abilitati, l’Ufficio provvede al recupero del credito utilizzato, maggiorato degli interessi, nonché dell’irrogazione della relativa sanzione.

L’utilizzo in compensazione di crediti di qualsiasi origine (IVA, IRES, IRPEF, addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutiva, IRAP e crediti del quadro RU della dichiarazione dei redditi) va effettuato utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) indipendentemente dal relativo importo. L’Agenzia delle Entrate ha reso noti i codici tributo per i quali sussiste l’obbligo di utilizzo dei servizi telematici forniti dalla stessa con la risoluzione 68/E del 9 giugno 2017.

È vietato l’utilizzo della compensazione in caso di iscrizione a ruolo a seguito del mancato pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute relative all’utilizzo indebito dei crediti da parte del contribuente.

L’utilizzo in compensazione del credito annuale/infra-annuale IVA per importi superiori a € 5.000,00 annui può essere effettuato a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione/istanza.

Nel caso in cui il credito utilizzabile in compensazione “risulti superiore all’importo previsto dalle disposizioni che fissano il limite massimo dei crediti compensabili”, il modulo F24 è scartato.

Il nuovo modulo IVA TR

La struttura del modulo IVA TR non ha subito modifiche sostanziali.

Nel quadro TD, la Sezione 2 “Rimborso e/o compensazione” è stata accorpata con la Sezione 3 “Erogazione del rimborso” e la Sezione 4 rinumerata in Sezione 3.

Il rigo TD8 va compilato non soltanto in caso di richiesta a rimborso, come in precedenza, ma anche “ai fini del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di controllo” in presenza di istanze per l’utilizzo in compensazione.

In merito al rigo TC2, relativo all’IVA dovuta dall’acquirente/committente, è stato previsto che l’indicazione non riguarda i beni estratti da un deposito IVA, per i quali l’imposta è versata dal gestore del deposito in nome e per conto del soggetto che procede all’estrazione.

Lo Studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Regime fiscale locazioni brevi, cd. “tassa Airbnb”

set 19, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

I redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a decorrere dall’ 01/06/2017 sono assoggettati a cedolare secca con l’aliquota del 21% in caso di opzione.

Per locazioni brevi si intendono i contratti di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, compresi quelli che prevedono servizi di fornitura di biancheria e pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche private, al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa.

Tali contratti possono essere stipulati:

-      Direttamente dal privato persona fisica;

-      Tramite soggetti che esercitano l’attività di intermediazione immobiliare;

-      Tramite soggetti che gestiscono portali telematici mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con consone che dispongono di un immobile da locare.

Il regime fiscale in esame è applicabile anche ai corrispettivi lordi derivanti da contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile da parte di terzi aventi le caratteristiche sopra accennate.

Gli intermediari immobiliari/soggetti che gestiscono i portali telematici sono tenuti a trasmettere all’ Agenzia delle Entrate i dati dei contratti entro il 30/06 dell’anno successivo a quello a cui si riferiscono.

All’omessa/incompleta/infedele comunicazione dei dati è applicabile la sanzione da € 250,00 a € 2.000,00, ridotta da €125,00 a €1.000,00 se la trasmissione è effettuata entro 15 giorni dalla scadenza oppure se, nel medesimo termine, la comunicazione è corretta.

Qualora gli intermediari immobiliari/soggetti che gestiscono i portali telematici incassino o intervengano nel pagamento dei canoni/corrispettivi relativi a tali contratti sono tenuti ad operare una ritenuta alla fonte del 21%. Nel caso in cui non sia esercitata l’opzione per la cedolare secca la ritenuta è operata a titolo di acconto. In sede di conversione, il soggetto che incassa i canoni/corrispettivi oppure interviene nel pagamento degli stessi è responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno, del contributo di soggiorno, nonché di ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dal regolamento comunale.

Nuovi termini di registrazione delle fatture dei fornitori – D.L. 50/2017 convertito nella legge n. 96 del 21 giugno 2017

set 11, 2017   //   by admin   //   Blog, News  //  No Comments

Esercizio detrazione IVA

Il comma 1 dell’articolo 25 del D.P.R. 633/1972 prevede che le fatture di acquisto debbano essere, dapprima, numerate progressivamente e successivamente registrate in modo che sia assicurata l’ordinata rilevazione del documento di acquisto e l’univocità dell’annotazione nei registri.

Una delle modifiche più rilevanti recate dal D.L. 50/2017 è intervenuta sul termine di registrazione delle fatture di acquisto o delle bollette doganali. Secondo la nuova formulazione della norma, il termine per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito è anticipato alla dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto è sorto. Le fatture d’acquisto/bollette doganali devono essere annotate anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è detratta la relativa imposta e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura/bolletta doganale.

Al riguardo, si è evidenziato che il nuovo termine di registrazione non è del tutto allineato con quello della nuova detrazione. Infatti, se, da una parte, la registrazione della fattura d’acquisto può essere effettuata fino al termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione del documento e con riferimento al medesimo anno, dall’altra, la detrazione va fatta valere al più tardi nella dichiarazione dell’anno di effettuazione dell’operazione, sicché – interpretando l’accezione “ricezione della fattura” come data in cui la fattura è pervenuta – l’obbligo di annotazione potrebbe “scadere” successivamente a quando matura il diritto di detrazione.

Si pensi al caso in cui, in relazione a un acquisto effettuato nel dicembre 2017, la fattura sia pervenuta solo a gennaio 2018:

  • il termine per la detrazione scadrebbe il 30 aprile 2018 (termine di presentazione della dichiarazione Iva del 2017), mentre
  • il termine per la registrazione scadrebbe il 30 aprile 2019 (termine di presentazione della dichiarazione Iva del 2018).

L’incoerenza potrebbe essere superata con una lettura sistematica della norma che dia risalto all’aspetto sostanziale della questione. Si dovrebbe ritenere che la detrazione sia esercitabile per tutte le fatture relative a operazioni effettuate nell’anno, ancorché il documento sia stato ricevuto l’anno successivo e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale. Per questo motivo, atteso che la detrazione può essere operata soltanto nel periodo di esigibilità, le fatture d’acquisto pervenute (o anche emesse dai fornitori in via differita) l’anno successivo, ai fini della detrazione dell’imposta, devono essere retro-annotate.

Le nuove disposizioni sono applicabili alle fatture/bollette doganali emesse dal 1/01/2017. È auspicabile che l’Agenzia delle Entrate fornisca i necessari chiarimenti.

Mancato ricevimento della fattura – procedura di regolarizzazione richiesta

Per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio è tenuto ad emettere la relativa fattura. La fattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione e quindi:

  • Al momento della stipula dell’atto, se l’operazione ha per oggetto il trasferimento di beni immobili;
  • Al momento della consegna o spedizione, se riguarda beni mobili;
  • Al momento del pagamento del corrispettivo, se riguarda prestazioni di servizi.

Nel caso in cui il cliente non ricevesse la fattura o la ricevesse con indicazioni errate, il cessionario non è esonerato da responsabilità, anche se ha invitato il fornitore ad emettere o a correggere il documento.

Caso 1: Mancato ricevimento della fattura

Se il soggetto passivo (acquirente) non riceve la fattura entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione deve, entro il trentesimo giorno successivo:

  • Emettere autofattura in duplice copia;
  • Procedere al versamento dell’imposta, se si tratta di operazione imponibile, mediante F24 (codice tributo “9399 – regolarizzazione di operazioni soggette ad IVA in caso di mancata o irregolare fatturazione”);
  • Presentare all’Ufficio competente l’autofattura, allegando copia del versamento.

Qualora la fattura fosse stata già interamente pagata, l’IVA risulterebbe pagata due volte (al momento del pagamento del fornitore e con F24 ed emissione dell’autofattura). In tal caso, l’unica soluzione per recuperare l’IVA versata in misura doppia sarebbe quella di instaurare una causa nei confronti del fornitore.

Se la procedura sopra descritta non viene attivata nei tempi indicati, è prevista per l’acquirente/committente – che non ha regolarizzato l’operazione – una sanzione amministrativa pari al 100% dell’imposta evasa, con un minimo di 250 euro.

Caso 2: Ricevimento di una fattura irregolare

In caso di ricevimento di una fattura irregolare, l’acquirente/committente, entro il trentesimo giorno successivo a quello di registrazione della stessa, deve presentare all’Ufficio competente un’autofattura integrativa in duplice esemplare previo versamento della maggiore imposta dovuta. Un esemplare dell’autofattura, con l’attestazione di avvenuto pagamento o di intervenuta regolarizzazione, è restituita dall’Ufficio competente all’interessato che provvederà entro il mese di emissione ad annotarla sul registro degli acquisti.

Caso 3: mancato ricevimento della fattura per acquisti UE

A decorrere dal 1° gennaio 2013, in caso di mancato ricevimento della fattura estera entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, l’acquirente/committente deve emettere l’autofattura, in un unico esemplare evidenziando il numero identificativo IVA del cedente o prestatore comunitario, entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, ma con riferimento al mese precedente.

Rimane invariata la procedura da adottare in presenza di una fattura con un corrispettivo inferiore a quello reale. L’acquirente/committente deve emettere una fattura integrativa entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria. Tali autofatture vanno registrate sia nel registro delle fatture emesse entro il termine di emissione e con riferimento al mese precedente, che nel registro IVA degli acquisti al fine della detrazione della relativa imposta.

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